Come funziona una successione internazionale tra Italia e Germania

Quando una persona muore lasciando beni, eredi o legami giuridici distribuiti tra Italia e Germania, si apre una successione internazionale: una delle fattispecie più complesse del diritto privato europeo, che coinvolge simultaneamente normative di due Paesi, obblighi fiscali distinti e procedure amministrative spesso poco conosciute.
Che si tratti di un cittadino italiano residente in Germania, di un tedesco proprietario di immobili in Italia o di eredi sparsi tra i due Paesi, comprendere il quadro giuridico di riferimento è il primo passo per gestire la successione in modo corretto, efficiente e senza contenziosi.
Il quadro normativo di riferimento: il Regolamento UE n. 650/2012
Il punto di partenza di ogni successione internazionale in ambito europeo è il Regolamento (UE) n. 650/2012, entrato in vigore il 17 agosto 2015 e comunemente noto come “Regolamento Successioni Europeo”. Si tratta della norma che ha profondamente armonizzato le regole di conflitto tra gli Stati membri dell’Unione Europea in materia successoria.
Il principio cardine del Regolamento è semplice: la legge applicabile all’intera successione è, in via generale, quella del Paese in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento del decesso. Se un cittadino italiano viveva stabilmente in Germania, la sua successione sarà regolata dalla legge tedesca. Se, viceversa, un cittadino tedesco risiedeva in Italia, si applicherà la legge italiana.
La scelta della legge applicabile (professio iuris)
Il Regolamento introduce tuttavia un’importante facoltà: il de cuius — ossia il soggetto che predispone le proprie disposizioni successorie — può scegliere, tramite testamento, che la propria successione sia regolata dalla legge del Paese di cui ha la cittadinanza, anziché di quello di residenza. Questa scelta, denominata professio iuris, deve essere espressa in forma testamentaria e rispettare i requisiti formali previsti dalla legge.
Per un cittadino italiano residente in Germania, la professio iuris consente di optare per l’applicazione della legge italiana, che ad esempio prevede norme sulla legittima — la quota di eredità riservata per legge a coniuge e figli — diverse da quelle del diritto tedesco.
Legge italiana e legge tedesca: le principali differenze
Sebbene entrambi i sistemi tutelino i familiari più stretti del defunto, esistono differenze rilevanti tra il diritto successorio italiano e quello tedesco.
La quota di legittima. Sia il diritto italiano che quello tedesco prevedono una quota di eredità riservata ai legittimari (coniuge, figli, genitori). Tuttavia, le percentuali e le modalità di calcolo differiscono. In Italia la legittima è disciplinata dagli articoli 536 e seguenti del Codice Civile; in Germania dal paragrafo 2303 del BGB (Bürgerliches Gesetzbuch). In entrambi i sistemi, chi è stato leso nella propria quota può agire in giudizio per ottenerne il ripristino. Tuttavia mentre la legittima tedesca si traduce in un diritto di credito, la legittima italiana è sempre una quota dell’eredità, quindi anche una quota degli immobili e non solo un diritto ad un pagamento.
Il testamento. Entrambi i Paesi riconoscono il testamento olografo (scritto a mano, datato e firmato) e quello notarile. Il diritto tedesco ammette anche il testamento congiunto tra coniugi (gemeinschaftliches Testament), istituto non previsto nell’ordinamento italiano. Un testamento redatto in Germania secondo le forme tedesche può essere riconosciuto ed eseguito in Italia, a condizione che rispetti i requisiti di validità formale previsti dalla legge dello Stato in cui è stato redatto.
I testamenti vengono pubblicati in Italia dal Notaio mentre in Germania dai Tribunali.
Patti successori: gli accordi pre-successione sono ammessi in Germania mentre sono vietati in Italia.
La comunione ereditaria. In Italia, alla morte del de cuius si apre automaticamente una comunione ereditaria tra i coeredi, che devono procedere alla divisione del patrimonio. In Germania, il meccanismo è analogo (Erbengemeinschaft), ma le modalità di scioglimento e i diritti dei singoli coeredi presentano peculiarità procedurali differenti. Lo scioglimento di una comunità ereditaria internazionale è ovviamente uno degli aspetti più complessi delle successioni internazionali.
Il Certificato Successorio Europeo
Uno degli strumenti più utili introdotti dal Regolamento UE n. 650/2012 è il Certificato Successorio Europeo (CSE), disciplinato dagli articoli 62 e seguenti. Si tratta di un documento ufficiale rilasciato dall’autorità competente (in Italia, il notaio; in Germania, il Tribunale delle successioni) che attesta la qualità di erede, legatario o esecutore testamentario.
Il CSE produce effetti in tutti gli Stati membri dell’UE senza necessità di ulteriori procedure di riconoscimento. Questo significa che un erede residente in Germania può utilizzarlo per accedere a conti bancari italiani, trasferire la proprietà di immobili o compiere qualsiasi atto giuridico connesso all’eredità in Italia, e viceversa.
Il rilascio del CSE richiede la presentazione di una serie di documenti, tra cui:
- Certificato di morte del de cuius.
- Documenti di identità degli eredi e del defunto.
- Eventuale testamento o accordo successorio.
- Documenti attestanti la residenza abituale del defunto.
- Documentazione relativa ai beni ereditari.
Gli immobili in Italia: aspetti pratici
Uno degli aspetti più frequenti nelle successioni italo-tedesche riguarda gli immobili situati in Italia che fanno parte del patrimonio ereditario. In questo ambito è fondamentale prestare attenzione a diversi profili.
La trascrizione dell’accettazione di eredità. Per poter disporre di un immobile ereditato in Italia — venderlo, donarlo o ipotecarlo — è necessario procedere alla trascrizione dell’accettazione di eredità nei registri immobiliari italiani. Questo adempimento richiede l’intervento di un notaio italiano e deve essere eseguito prima di qualsiasi atto dispositivo sul bene.
La dichiarazione di successione italiana. Indipendentemente dalla legge applicabile alla successione, per i beni immobili situati in Italia deve essere presentata la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla data del decesso. Il mancato rispetto di questo termine comporta sanzioni amministrative.
Irregolarità urbanistiche e catastali. Non è infrequente che immobili italiani — soprattutto se acquistati decenni prima — presentino difformità catastali o urbanistiche. Prima di procedere a qualsiasi atto, è indispensabile verificare la regolarità dell’immobile per evitare che tali irregolarità ricadano sugli eredi.
La fiscalità successoria: Italia e Germania a confronto
Sul piano fiscale, la successione internazionale impone di considerare separatamente gli obblighi nei due Paesi.
In Italia, l’imposta di successione si applica al valore netto dell’eredità con aliquote e franchigie che variano in base al grado di parentela:
- Coniuge e figli: aliquota del 4% sulla quota eccedente 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario.
- Fratelli e sorelle: aliquota del 6% sulla quota eccedente 100.000 euro.
- Altri parenti fino al quarto grado: aliquota del 6% senza franchigia.
- Altri soggetti: aliquota dell’8% senza franchigia.
In Germania, l’Erbschaftsteuer (imposta sulle successioni) è disciplinata dall’Erbschaftsteuergesetz e prevede aliquote progressive — dall’7% al 50% — e franchigie differenziate per categoria di erede. Il coniuge superstite gode di una franchigia di 500.000 euro; ciascun figlio di 400.000 euro.
Il rischio di doppia imposizione. In assenza di una convenzione specifica sulla doppia imposizione in materia successoria tra Italia e Germania — il relativo accordo bilaterale non è attualmente in vigore — esiste il rischio concreto che la stessa eredità venga tassata in entrambi i Paesi. È quindi essenziale pianificare per tempo la struttura patrimoniale e testamentaria, avvalendosi di consulenti fiscali con competenza in entrambi gli ordinamenti.
Errori frequenti e criticità da evitare
La gestione di una successione internazionale è costellata di insidie che, nella pratica, emergono con regolarità:
- Non verificare la residenza abituale del defunto. Questo elemento determina la legge applicabile e, spesso, la giurisdizione competente. Una residenza contestata o ambigua può dar luogo a conflitti tra eredi e a procedimenti giudiziari paralleli in due Paesi.
- Trascurare la dichiarazione di successione italiana. Il termine di dodici mesi è perentorio. Il ritardo comporta sanzioni e può bloccare la gestione dei beni italiani.
- Non trascrivere l’accettazione di eredità sugli immobili italiani. Senza questo adempimento notarile, gli eredi non possono disporre (vendere o donare) legalmente del bene.
- Ignorare la professio iuris Chi non ha pianificato per tempo la propria successione perde la possibilità di scegliere la legge applicabile, con possibili conseguenze sfavorevoli per gli eredi.
- Sottovalutare il rischio di doppia imposizione fiscale. Senza una pianificazione adeguata, il carico fiscale complessivo può risultare significativamente più elevato del previsto.
- Utilizzare il testamento congiunto tedesco senza verifica. Un testamento congiunto tra coniugi redatto secondo il diritto tedesco potrebbe non produrre gli effetti attesi rispetto ai beni situati in Italia o agli eredi ivi residenti.
- Evitare la pubblicazione del testamento tedesco in Italia: il testamento tedesco va ripubblicato in Italia
L’importanza di una consulenza legale specializzata
Una successione internazionale tra Italia e Germania non è mai una questione che si risolve con procedure standardizzate. Ogni caso presenta variabili proprie: la composizione del patrimonio, la nazionalità e la residenza degli eredi, l’esistenza di un testamento, la natura dei beni coinvolti.
Affidarsi a professionisti con competenza in entrambi gli ordinamenti — avvocati, notai e consulenti fiscali con esperienza nel diritto italo-tedesco — consente di gestire la successione in modo efficiente, di minimizzare il rischio di contenziosi tra eredi e di ottimizzare il carico fiscale nel rispetto pieno della legge.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza legale. Per una valutazione specifica del proprio caso potete contattare il nostro studio legale scrivendo una e-mail a info@avvcuocolo.com oppure utilizzando il nostro modulo di contratto.


