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Si può ottenere il Titolo Esecutivo Europeo per le sentenze contumaciali?

Si può ottenere ilTitolo esecutivo europeo per le sentenze contumaciali? Affermativo. Le sentenze contumaciali italiane possono essere messe in esecuzione in tutta Europa come TEE (Titolo esecutivo europeo).

Lo conferma una recente pronuncia del 16.06.2016, nella causa C-511/14, della Corte di Giustizia con la quale ha stabilito che anche la sentenza contumaciale in Italia può essere messa in esecuzione in tutta Europa, previa certificazione TEE, in quanto si rientra nella nozione di “credito non contestato”.

Come noto, il creditore che ha ottenuto in suo favore una decisione giudiziale può richiedere nello Stato membro in cui la decisione è stata emanata il certificato di titolo esecutivo europeo.

Una volta ottenuto il certificato TEE, il provvedimento acquista efficacia diretta negli altri Stati membri e può essere messo in esecuzione subito, evitando le lungaggini della procedura di riconoscimento.

I provvedimenti per i quali può richiedersi il TEE, secondo il regolamento 805/2004, devono tuttavia riferirsi a crediti „non contestati“, quindi, per esempio, quando il credito non era stato contestato in giudizio.

Se invece il debitore non si era costituito in giudizio – e qui veniamo già al punto – nel sistema giuridico italiano, l’assenza dal processo non equivale ad un’ammissione da parte del convenuto rispetto alla domanda giudiziale proposta nei suoi confronti, dunque in teoria non siamo in presenza di un credito “non contestato”.

Si poneva pertanto la seguente questione: se la condanna in contumacia possa essere equiparata a una condanna per credito non contestato.

 

La risposta della Corte di giustizia europea con la decisione in commento dd. 16.6.2016 C-511/14 (al riguardo un interessante articolo sulla rivista EuZW 14/2016 pag. 556) è legata all’interpretazione del concetto di credito “non contestato”.

Precisamente, se il concetto di “non contestato” debba essere interpretato secondo i criteri dell’interpretazione autonoma – ovvero alla luce del solo regolamento europeo – oppure bisogna interpretare il concetto in base alla lex fori e dunque secondo l’ordinamento italiano.

Ebbene, la Corte di giustizia europea ha ritenuto che il concetto di “non contestato” vada interpretato secondo i criteri dell’interpretazione autonoma, quindi ai sensi del regolamento europeo sul Tee 805/2004. Secondo tale interpretazione la “non contestazione” può assumere la forma della mancata comparizione.

Concludendo, anche in ordine alle sentenze contumaciali italiane, si potrà chiedere la certificazione di titolo esecutivo europeo per procedere direttamente con l’esecuzione forzata in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

 

 

 

 

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