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Lavoro in Germania: per la traduzione del Curriculum Vitae in tedesco bisogna affidarsi ad un traduttore esperto

Il dott. Luca Palma, interprete e traduttore giurato di Karlsruhe, ci spiega quanto sia importante una traduzione professionale del curriculum in tedesco.

Vi siete trasferiti in Germania o ci state seriamente pensando? Siete alle prese con il Curriculum Vitae o avete intenzione di candidarvi per un posto di lavoro in Germania?

Ebbene, di sicuro uno dei punti più importanti da affrontare per il vostro futuro, spesso sottovalutato, è la redazione del Lebenslauf, ovvero il Curriculum Vitae e la sua traduzione in tedesco. Infatti, il Lebenslauf, sta a voi come un trailer sta ad un film. Se pensate di avere chance nel mondo del lavoro in Germania allora ponetevi questa domanda: andreste mai a vedere un film il cui trailer non vi “ispira”? Probabilmente no.

Partendo da tali premesse, vediamo perché per trovare lavoro in Germania è fondamentale avere non un Curriculum Vitae italiano, ma piuttosto un vero e proprio “Lebenslauf” tedesco.

Perché affidarsi ad un interprete e traduttore professionista?

Innanzitutto, la candidatura in Germania segue una procedura diversa dall’Italia, in quanto il mercato del lavoro è differente e pertanto, di conseguenza il Curriculum Vitae italiano non potrà mai corrispondere perfettamente a quello tedesco.

Cosa comporta far tradurre il CV in maniera professionale?

La traduzione del Curriculum vitae, deve essere intesa nel senso latino di “traducere”, ovvero trasportare al 100% il testo in italiano negli standard tedeschi – quindi non solo da un punto di vista strettamente linguistico- e ciò rappresenta un passaggio imprescindibile per il vostro futuro professionale nel mercato tedesco.

In altre parole, è inutile redigere il Curriculum Vitae in italiano e poi procedere alla sua banale e semplice traduzione in tedesco. Piuttosto, grazie all’intervento del traduttore professionista, si può ottenere la corrispondente versione tedesca del vostro Curriculum, rispettosa sia dei canoni linguistici che dei criteri di redazione tedeschi, in una sola parola dovrete avere un Lebenslauf personalizzato.

Alcuni errori da evitare:

In occasione del mio lavoro, ho riscontrato un errore ricorrente: viene sottovalutata l’importanza della traduzione. Spesso mi è capitato di vedere CV tradotti da persone che di certo non erano traduttori professionisti o addirittura la cui traduzione era stata fatta con Google translate ovvero altri strumenti tutt’altro che affidabili.

Queste candidature saranno senza alcun dubbio scartate.

Fate attenzione! Se il vostro biglietto da visita non “suona” tedesco – ricordatevi che il vostro Curriculum sarà letto da una persona madrelingua – o peggio ancora, contiene errori grammaticali o di altro tipo, diminuiranno sensibilmente le possibilità di collocarvi nel mercato del lavoro tedesco e comunque, non state trasmettendo quel senso di fiducia e professionalità necessario per essere selezionati.

Inoltre, dato che la prima impressione è quello che conta, solo presentando un Curriculum Vitae tradotto in modo professionale acquisirete un vantaggio sulla concorrenza.

 Consigli per redigere la e-mail di accompagnamento:

Se inviate la vostra candidatura in Germania con una e-mail di accompagnamento, poi, fate attenzione a non dilungarvi troppo nel testo della mail. Immedesimatevi sempre nel responsabile delle risorse umane che riceve tantissime candidature al giorno e aprendo la vostra mail si trova di fronte ad un testo chilometrico.

La vostra candidatura verrà scartata seduta stante senza appello.

Bastano invece un paio di righe, con un rimando ai documenti allegati che saranno: la lettera di presentazione, il Curriculum Vitae – anzi il Lebenslauf – e gli attestati (tra cui se possibile l’Arbeitszeugnis).

Badate di non inoltrate mai una candidatura senza due righe di accompagnamento ben mirate: non bisogna dare l’impressione di stare inviando il Curriculum a raffica, della serie più persone contattate maggiore è la possibilità di ottenere una risposta positiva. Meglio invece perdere più tempo, ma svolgere un lavoro qualitativamente migliore e che possa portare frutti alla lunga distanza.

Bisogna dare l’impressione che state inviando il Curriculum solo a quella azienda, in quanto di vostro interesse.

Per ottenere la massima efficacia, conviene quindi tenere ben presente che il Lebenslauf è il vostro biglietto da visita e come tale dovrebbe essere concepito, redatto e presentato.

Se ti interessa l’argomento utilizza il modulo di contatto sottostante oppure per contattare direttamente il traduttore dott. Luca Palme invia una mail a lucapalma@gmx.net

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2 commenti
  1. Michela dice:

    Mi spiace ma non concordo.
    La traduzione NON deve essere a pagamento.
    È come chiedere (nella maggior parte dei casi) dei soldi quando offrite del cibo ai senzatetti.
    È oltremodo non corretto e impietoso.
    Tanto più che nei centri dell’impiego lo fanno gratis.
    (E perché di proposito non esistono i corrispettivi “listini dei lavori” nelle altre lingue? Solo liste di lavori comuni e non molto dettagliati come poliziotto o pompiere, insegnante oppure dottore. Ma autista dell’autopompa? O l’oculista? La guardia giurata o la guardia penitenziaria? Vogliamo parlare dell’addetto allo scaffale/al reparto macelleria/ortofrutta al posto del “commesso” banale? O di chi prepara le merci nei magazzini? E che dire del commissario di polizia, avvocato divorzista o il geometra?)

  2. Davide Cuocolo dice:

    Buongiorno, non concordo con la Sua opinione in quanto i centri per l’impiego “non lo fanno gratis” come Lei dice.

    Infatti i Centri per l’impiego fanno parte della Pubblica Amministrazione, pertanto il servizio da loro offerto è gratuito solo per chi lo riceve, ma alla base è finanziato – quindi pagato – dallo Stato attraverso le imposte dei contribuenti. Quindi non è propriamente “gratis” ma si paga.

    Lo paga la collettività dei cittadini.

    Il traduttore privato, così come l’avvocato, di regola sono pagati dal cliente, salvo i casi di gratuito patrocinio. Tali professionisti non potrebbero rilasciare delle prestazioni gratuite e pertanto devono chiedere onorari per la prestazione della loro opera.

    Vale la pena ricordare, tra l’altro, che le professioni comportano dei costi molto elevati. Tali costi sono tutti a carico del professionista: pensione, spese ufficio, assicurazioni, viaggi, malattia etc. Se un traduttore non si facesse pagare di cosa vivrebbe?

    A prescindere da tutto ciò, anche il carattere del servizio è diverso:

    chi non può permettersi un traduttore privato può rivolgersi ai centri dell’impiego e “accontentarsi” del servizio offerto, che per carità magari sarà anche buono.

    In alternativa ci si può rivolgere al traduttore privato, che ha un costo ma anche il vantaggio di una elevata professionalità messa a disposizione del cliente.

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