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Divieto di circolare in Italia con targhe straniere

 

Tutti i blog ne parlano, pochissimi lo trattano in maniera precisa.

Trattasi del nuovo divieto di circolare in Italia con targhe straniere introdotto dal “decreto Salvini”. Un tema molto sentito dagli italiani in Germania, come avremo modo di illustrare.

 

Il divieto di circolare con targhe straniere: una modifica al codice della strada

Il nuovo art. 93 del codice della strada prevede al co.1 bis: “E’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero”

 

Precisazione:

Ma a chi si riferisce la norma  al proprietario o al conducente? In assenza di chiarimenti entrambi, quindi anche se conducete l’auto di un’altra persona siete passibili di multa.

Cosa rischio, multe e sanzioni:

In caso di violazione si applica una sanzione da euro 712 a 2.848 e divieto di circolazione, il veicolo viene infatti condotto in un deposito.

E la confisca?

Questa scatta – come sanzione accessoria – se entro 180 giorni dalla data della violazione, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre confine.

 

Chi ha introdotto questa legge:

L’introduzione di questa novità la dobbiamo al DL Sicurezza noto come Decreto Salvini n. 113/2018 poi convertito in legge dello Stato n. 132/2018, il quale era stato emanato nell’intento di

contrastare il fenomeno delle auto immatricolate all’estero. L’esterovestizione dei veicoli consentiva infatti di risparmiare sull’RCA e bollo, di sfuggire alla notifica di multe e ai controlli del

Fisco sulle auto lussuose.

 

Perché interessa agli italiani in Germania:

Gli italiani che vivono in Germania, ricordiamolo, sono da considerare come residenti in Italia se non sono iscritti all’AIRE.

Anzi non basta iscriversi all’AIRE, bisogna anche controllare che il Comune dell’ultima residenza in Italia abbia provveduto (e in caso negativo sollecitare) ad effettuare le opportune modifiche.

Si ricorda che dopo 90 giorni di residenza all’estero si ha l’obbligo di iscriversi all’Aire.

Pertanto chi vive in Germania da anni ma non è iscritto all’AIRE e guida un’auto tedesca potrebbe incappare nella legge se viene beccato a circolare in Italia.

Altre categorie di interessati: lavoratori stagionali – La nuova circolare CIRC- MIN-INTERNO- 4_6_2019- Chiarimenti- operativi- L- 132-2018

E’ stata individuata una anomalia applicativa: in pratica tutti coloro che vivono all’estero ma che hanno anche la residenza “formale ” in Italia ad es. per motivi di lavoro, si trovavano

ingiustamente penalizzati dalla normativa, pertanto si è intervenuto con una circolare di chiarimento, che trovi qui: CIRC- MIN-INTERNO- 4_6_2019- Chiariment- operativi- L- 132-

2018

 

In sintesi, il divieto di circolare con mezzi con targa straniera si applicherebbe solo a coloro i quali sono in possesso della c.d. residenza “anagrafica” in Italia, ovvero risultante dai documenti

di identità. Quindi il divieto non dovrebbe applicarsi a coloro che hanno la residenza all’estero e per motivi di lavoro si trovano in Italia, perché ad es. dipendenti di ditte italiane, e pertanto hanno

la residenza anche in Italia – ma solo formale – temporanea o normale.

Ovviamente ricadranno invece nella norma, e perciò saranno punibili, se acquistano la residenza anagrafica in Italia.

 

Residenza normale = residenza fatta per ragioni formali, ad es. per necessità di lavoro

Residenza anagrafica = residenza effettiva, che risulta dai documenti di identità

 

Eccezioni previste dalla legge: il leasing e il comodato – quando il divieto non si applica:

La legge prevede due eccezioni – e quindi il divieto non si applica – nei casi di:

  • Leasing o locazione senza conducente

(se l’impresa che ha concesso il leasing si trova in altro Stato membro e non ha filiali in Italia)

  • Comodato

(ovvero quando l’auto viene prestata ad un soggetto che è residente in Italia, ma ha un rapporto di lavoro con l’impresa che si trova in un altro Stato membro e questa non ha filiali in Italia).

 

In tali casi bisogna avere con sé a bordo un documento con data certa dal quale si risulti il titolo del rapporto (ovvero se concesso in leasing o comodato) e il periodo di tempo.

Altrimenti, qualora a bordo non si disponga di tale prova, la disponibilità del veicolo si considera in capo al conducente e quindi scatta il divieto.

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